Ghazal 329: All'alba i Gemelli deposero la bandoliera davanti a me
جوزا سحر نهاد حمایل برابرم
یعنی غلام شاهم و سوگند میخورم
ساقی بیا که از مدد بخت کارساز
کامی که خواستم ز خدا شد میسرم
جامی بده که باز به شادی روی شاه
پیرانه سر، هوای جوانیست در سرم
راهم مزن به وصف زلال خضر که من
از جام شاه جرعه کش حوض کوثرم
شاها اگر به عرش رسانم سریر فضل
مملوک این جنابم و مسکین این درم
من جرعه نوش بزم تو بودم هزار سال
کی ترک آبخورد کند طبع خوگرم
ور باورت نمیکند از بنده این حدیث
از گفتهٔ کمال، دلیلی بیاورم
«گر برکنم دل از تو و بردارم از تو مهر
آن مهر بر که افکنم؟ آن دل کجا برم؟»
منصور بن مظفر غازیست حرز من
و از این خجسته نام، بر اعدا مظفرم
عهد الست من همه با عشق شاه بود
وز شاهراه عمر، بدین عهد بگذرم
گردون چو کرد نظم ثریا به نام شاه
من نظم در چرا نکنم؟ از که کمترم؟
شاهین صفت چو طعمه چشیدم ز دست شاه
کی باشد التفات به صید کبوترم
ای شاه شیرگیر چه کم گردد ار شود
در سایهٔ تو ملک فراغت میسرم
شعرم به یمن مدح تو صد ملک دل گشاد
گویی که تیغ توست زبان سخنورم
بر گلشنی اگر بگذشتم چو باد صبح
نی عشق سرو بود و نه شوق صنوبرم
بوی تو میشنیدم و بر یاد روی تو
دادند ساقیان طرب یک دو ساغرم
مستی به آب یک دو عنب وضع بنده نیست
من سالخورده پیر خرابات پرورم
با سیر اختر فلکم داوری بسیست
انصاف شاه باد در این قصه یاورم
شکر خدا که باز در این اوج بارگاه
طاووس عرش میشنود صیت شهپرم
نامم ز کارخانهٔ عشاق محو باد
گر جز محبت تو بود شغل دیگرم
شبل الاسد به صید دلم حمله کرد و من
گر لاغرم وگرنه شکار غضنفرم
ای عاشقان روی تو از ذره بیشتر
من کی رسم به وصل تو کز ذره کمترم
بنما به من که منکر حسن رخ تو کیست
تا دیدهاش به گزلک غیرت برآورم
بر من فتاد سایهٔ خورشید سلطنت
و اکنون فراغت است ز خورشید خاورم
مقصود از این معامله بازارتیزی است
نی جلوه میفروشم و نی عشوه میخرم
All'alba i Gemelli deposero la bandoliera davanti a me,
come a dire: «Sono servo del re, e lo giuro.»
Coppiere, vieni, ché con l'aiuto di una fortuna che tutto dispone
il desiderio che chiesi a Dio mi è stato concesso.
Dammi una coppa, ché di nuovo, per la gioia del volto del re,
nella vecchiaia ho in testa il desiderio della giovinezza.
Non sviarmi descrivendo l'acqua limpida di Khizr, ché io
dalla coppa del re bevo il sorso della vasca del paradiso.
O re, se anche innalzassi fino al cielo il trono del merito,
sono il servo di questa corte e il povero di questa porta.
Per mille anni ho bevuto i sorsi del tuo banchetto;
come potrebbe la mia natura abituata lasciare il suo abbeveratoio?
E se non credi a questo discorso del tuo servo,
porterò una prova dalle parole di Kamal:
«Se strappo il cuore da te e ti tolgo il mio amore,
su chi getterò quell'amore? Dove porterò quel cuore?»
Mansur figlio di Mozaffar, il guerriero, è il mio amuleto,
e per questo nome benedetto sono vittorioso sui nemici.
Il mio patto del primo giorno fu tutto con l'amore del re,
e per la via maestra della vita passerò con questo patto.
Poiché il cielo ha infilato le Pleiadi nel nome del re,
perché non dovrei infilare perle io? Di chi sono da meno?
Poiché, come il falco, ho assaggiato il cibo dalla mano del re,
come potrei badare alla caccia ai piccioni?
O re che abbatti i leoni, che cosa si perderebbe se
alla tua ombra mi fosse concesso il regno della quiete?
I miei versi, per la benedizione della tua lode, hanno aperto cento regni del cuore;
si direbbe che la mia lingua eloquente sia la tua spada.
Se sono passato accanto a un roseto come il vento del mattino,
non era per amore del cipresso né per desiderio del pino.
Sentivo il tuo profumo, e in ricordo del tuo volto
i coppieri della gioia mi diedero una o due coppe.
Inebriarsi del succo di uno o due acini non è da tuo servo;
sono un vecchio carico d'anni, cresciuto nella taverna.
Ho molte contese col corso degli astri del cielo;
l'equità del re mi sia d'aiuto in questa faccenda.
Grazie a Dio che di nuovo, nelle altezze di questa corte,
il pavone del Trono ode il fruscio della mia ala.
Il mio nome sia cancellato dall'officina degli amanti
se ho altra occupazione che il tuo amore.
Il leoncino ha caricato per cacciare il mio cuore, e io,
magro o no, sono la preda del leone.
O tu, i cui amanti sono più numerosi dei granelli,
come giungerò alla tua unione, io che sono meno di un granello?
Mostrami chi nega la bellezza del tuo volto,
perché gli cavi l'occhio col coltello della gelosia.
L'ombra del sole della regalità è caduta su di me,
e ora non ho bisogno del sole d'oriente.
Lo scopo di questo commercio è ravvivare il mercato;
non vendo sfoggio e non compro lusinghe.
Interpretazione del fal
Il desiderio che avevi chiesto a Dio è stato esaudito, e la fortuna è con te. Resta fedele alla persona importante che ti sostiene e apprezzala: è alla sua ombra che trovi serenità e successo. Con un tale appoggio, non legare il cuore alle piccole cose. Metti a frutto il tuo talento, senza ostentazione e senza farti ingannare. Se hai una lagnanza contro la sorte, chiedi giustizia.