Ghazal 248: O vento dell'est, portami un profumo dalla via di quel tale

ای صبا نکهتی از کوی فلانی به من آر
زار و بیمار غمم راحت جانی به من آر

قلب بی‌حاصل ما را بزن اکسیر مراد
یعنی از خاک در دوست نشانی به من آر

در کمینگاه نظر با دل خویشم جنگ است
ز ابرو و غمزهٔ او تیر و کمانی به من آر

در غریبی و فراق و غم دل پیر شدم
ساغر می ز کف تازه جوانی به من آر

منکران را هم از این می دو سه ساغر بچشان
وگر ایشان نستانند روانی به من آر

ساقیا عشرت امروز به فردا مفکن
یا ز دیوان قضا خط امانی به من آر

دلم از دست بشد دوش چو حافظ می‌گفت
کای صبا نکهتی از کوی فلانی به من آر

O vento dell'est, portami un profumo dalla via di quel tale;
sono misero e malato di dolore: portami ristoro per l'anima.

Tocca la moneta senza valore del nostro cuore con l'elisir del desiderio;
cioè, portami un segno della polvere della porta dell'amico.

Nell'agguato dello sguardo sono in guerra col mio stesso cuore;
portami una freccia e un arco dal suo sopracciglio e dal suo sguardo.

Nell'esilio, nella separazione e nel dolore del cuore sono invecchiato;
portami una coppa di vino dalla mano di un giovane appena fiorito.

Fa' assaggiare anche a chi nega due o tre coppe di questo vino,
e se loro non le prendono, portale subito a me.

Coppiere, non rimandare a domani il piacere di oggi,
oppure portami dal tribunale del destino una lettera di salvacondotto.

Il cuore mi è sfuggito di mano ieri notte quando Hafez diceva:
«O vento dell'est, portami un profumo dalla via di quel tale.»

Interpretazione del fal

Lontano da una persona o da un luogo che ami, ti sei stancato e hai il cuore malato, e ti serve un piccolo segno da lì per riprendere vita. Cerca quella notizia. Non rimandare a domani la felicità di oggi, perché nessuno ha una garanzia dal destino. Non badare agli scherni di chi non capisce il tuo stato.